p 481 .

  19 . L'economia in movimento nel corso della Restaurazione.
  
  Da:  A.  Caracciolo,  Alle  origini della storia  contemporanea,  Il
Mulino, Bologna, 1989.
  
     
         Il  termine  convenzionale  "restaurazione",  se  pu  essere
         adatto  per  indicare  le  condizioni  politiche  dell'Europa
         negli  anni  1815-1830, non  molto appropriato  se  riferito
         alla  situazione  economica,  che  fu  caratterizzata  da  un
         crescente   dinamismo.  Questo  interess  prima   di   tutto
         l'agricoltura,  grazie  agli  investimenti  della   borghesia
         imprenditoriale    e    dei    proprietari    terrieri    pi
         intraprendenti,    che,   spinti   dalla   carestia,    dalla
         disoccupazione  e dai disordini dei primi anni,  e  stimolati
         dal  progresso economico realizzato dall'Inghilterra, dettero
         vita  ad  aziende di tipo capitalistico. Progredirono  quindi
         anche le attivit mercantili, favorite dai miglioramenti  nei
         sistemi  monetari  e  nel  settore dei  trasporti,  e  quelle
         industriali,   il   cui   sviluppo  fu   accompagnato   dalla
         imposizione  di  pesantissime condizioni  di  lavoro  perfino
         alle  donne e ai bambini. Tale dinamismo caratterizz la vita
         economica  di  vari paesi europei, ma l'Inghilterra  mantenne
         comunque  il primato non solo nei vari settori produttivi  ma
         anche nel pensiero economico.
     
Chi  osserva  sotto il profilo economico il quindicennio 1815-1830,  o
anche  il  pi  lungo  periodo che conduce  allo  scorcio  degli  anni
Quaranta,  pu  trovare  elementi  assai  mobili  e  assai  ricchi  di
conseguenze gi a livello congiunturale e "ciclico". Anzi, l'immediato
momento   postnapoleonico  fu  particolarmente  segnato   da   brusche
oscillazioni in tutti i comparti economici e in tutti i paesi, tornati
fra  loro in contatto e in concorrenza a seguito della pace. Nel  giro
di  pochissimi anni si ebbe nel Continente il passaggio da una fase di
penuria  soprattutto alimentare - connessa alla distruzione di energie
e di risorse per il prolungarsi delle guerre - ad una fase, d'altronde
non  meno  pesante per tutto il mondo agricolo, di bassi prezzi  e  di
raccolti  invenduti  per  sovrabbondanza del  prodotto  rispetto  alla
capacit media di acquisto e per impossibilit di far concorrenza alle
granaglie  che,  per  la prima volta, la Russia gettava  sui  mercati.
Carestia e disoccupazione, impoverimento e disordini furono, in  mezza
Europa,  la conseguenza di quest'alterna congiuntura che non risparmi
le  Isole  britanniche,  dove l'industriale  cotoniero  di  Manchester
Richard  Cobden  [industriale  e  politico  inglese,  sostenitore  del
liberoscambismo] si batteva, accanto ad operai colpiti  dal  crescente
prezzo  del pane e dalla chiusura delle industrie di guerra, contro  i
divieti all'importazione di grano estero sanciti dalla Corn Law [legge
che  imponeva  forti  dazi  sui cereali di importazione,  a  vantaggio
dell'aristocrazia terriera] e tesi a favorire i proprietari fondiari e
i ceti agrari (gentry).
     
     p 482 .
     
     La  lezione di quel particolare momento, per, unita alla lezione
ben  pi  evidente e massiccia dei progressi industriali e commerciali
realizzati   in   Gran   Bretagna  anche  negli   anni   del   "blocco
continentale", fu una sferzata per le economie di ogni paese e  per  i
ceti  borghesi, mercantili, affaristici che vi operavano. Una sferzata
che  si  espresse,  in primo luogo, proprio nelle  campagne,  dove  le
conseguenze  liberatorie del Codice di Napoleone e delle  sue  "copie"
rimaste spesso in vigore, cos come la vendita dei beni ecclesiastici,
giovavano  a  rafforzare  i pochi proprietari  pi  intraprendenti,  a
sollecitare      investimenti     agro-fondiari,     ad      allargare
straordinariamente   il  settore  commerciale  dell'economia   agraria
rispetto a quello di puro autoconsumo. Il piccolo mondo rurale  chiuso
e  ripetitivo  era ormai via via pi circoscritto e superato  in  gran
parte d'Europa.
     Le  societ per azioni diventano ora, anche attraverso il fiorire
delle   Borse,  il  luogo  tipico  di  raccolta  di  capitali   e   di
distribuzione di nuovi redditi: le cedole azionarie sono l'espressione
cartacea,  ma  tangibile, dei guadagni realizzati. Gli  assegni  e  la
cartamoneta, con una circolazione ormai molto rapida, per la  rapidit
stessa  dei processi produttivi industriali, diventano il tramite  pi
tipico  di traffici che si fanno intensi, penetrando nelle famiglie  e
nei villaggi, valicando l'Oceano - per la prima volta nel 1819 con  un
bastimento a vapore - verso la prospera America o verso altre  lontane
terre  a  regime  coloniale. La grande industria capitalistica  prende
dunque  forma e si diffonde attraverso manifestazioni sconvolgenti  di
"pauperismo" che, con il distruttivo orario di lavoro richiesto per 15
o  16 ore persino a bambini e a donne in fabbriche luride e fumose, fa
gridare  alla "fine del buon tempo antico" i poeti e i tradizionalisti
e allo scandalo gli umanitari, quali il filantropo inglese Robert Owen
[industriale  inglese,  uno dei principali  esponenti  del  cosiddetto
"socialismo  utopistico"]. Quest'ultimo va  ricordato  come  fondatore
della  colonia  agricola  New  Harmony,  basata  sul  principio  della
comunione  dei  beni. Levano la loro voce di protesta  anche  i  primi
"socialisti"   che,   pur  nella  diversit  delle   posizioni,   sono
accomunati,  tranne  l'irriducibile  rivoluzionario  Blanqui   [Louis-
Auguste Blanqui, socialista francese, favorevole all'egualitarismo  di
tipo  comunista  da attuare attraverso iniziative rivoluzionarie],  da
propositi pacifici di riforma sociale. [...]
     E  tutte  le  loro  teorizzazioni non sono che i  prodromi  della
rivolta di nascenti gruppi di operai organizzati (che, come si  vedr,
culminer  intorno al 1830) e uno dei percorsi attraverso  cui  matura
l'assetto industriale e capitalistico europeo.
     Sotto  questo  profilo si pu ben dire che gi prima  degli  anni
Trenta dell'Ottocento nella realt sociale europea le classi dirigenti
stiano  tutte  rifacendo i conti con un sistema  nel  quale  fabbrica,
macchina,  tecnologia sono al centro dell'attenzione  generale.  E  se
l'Inghilterra  incrementa soprattutto la macchina  e  la  metallurgia,
esportandone  con cautela le invenzioni, ma con profitto i  manufatti,
la  Francia  tenta di riguadagnare terreno nel setificio  e  in  altre
tessiture  o confezioni, i Paesi Bassi nel cotonificio, un  po'  tutta
l'Europa  centro-occidentale nei vari settori  delle  industrie  utili
alla sussistenza, all'abbigliamento, ai trasporti, alle abitazioni. La
borghesia, che in ogni paese aumenta di consistenza, chiede pi beni e
pi  agi,  e  a  ci  viene destinata appunto la rapida  fioritura  di
manifatture nuove.
     Sulla  natura  di  questi processi, sulle loro  conseguenze,  sul
loro avvenire, si ragiona d'altronde ora anche in termini teorici.  In
Inghilterra  nasce, al di l di alcuni precursori  che  si  potrebbero
rintracciare  analogamente in Francia, Italia  o  Spagna,  la  moderna
scienza economica. L non vi  stata solo la prima vistosa rivoluzione
industriale, non si moltiplicano soltanto, pi che altrove, invenzioni
e   scoperte,  corre  la  prima  locomotiva  a  vapore  (inventata  da
Stephenson,  1814), si installa il primo gazometro (Clegg,  1814),  si
costruisce la prima mietitrice a vapore (Bell, 1827), e cos  via,  ma
da un gran numero di centri di studio e di dibattito emergono le linee
di un nuovo ramo del sapere: l'economia politica. [...]
     Il  paese che, malgrado le sopravvivenze e resistenze che  talora
riemergono  dalla corona, dalla nobilt dei proprietari  terrieri,  da
riposte esigenze del conservatorismo moralistico o
     
     p 483 .
     
     tradizionalista,  dunque alla testa sia del pensiero  che  della
realt  economica in questi primi decenni dell'Ottocento, resta  sotto
ogni  punto di vista il Regno Unito. [...] Il Regno Unito ha preso  le
distanze da tutti sulla via della trasformazione borghese, trascinando
con  s le zone pi dinamiche della societ europea ed americana,  gi
sensibilizzate  dalle  proprie rivoluzioni in  questa  et  che  nulla
contiene,  nella  sostanza, che confermi il termine  convenzionale  di
"restaurazione".
